a ruote ferme

Dopo il diario di viaggio, ecco le considerazioni a ruote ferme. Se dovessi riassumere il tutto in poche parole direi che “ho fatto il pieno”, ma non perché fossi vuoto, anzi! Tante e tali le immagini, i profumi, la sensazione di benessere e felicità e libertà e natura e bici che… ho fatto il pieno.

Il percorso – Bressanone – BolzanoLa pista ciclabile costeggia da vicino vicino il fiume Isarco, spesso si resta nascosti un po’ da tutto ed è una bella sensazione. In pochi chilometri si arriva a Chiusa e non si può fare a meno di visitarla perché si passa proprio per la strada del centro. Ah, poco prima si arriva di fianco ad un parcheggio e vedrete un bar pasticceria dove vale la pensa fare una sosta: slurp. Dopo Chiusa attraversando un ponte molto caratteristico si cambia lato e qui la ciclabile sfrutta la sede della vecchia linea ferroviaria con tanto di gallerie. Suggestivo.Scendendo ancora la valle si allarga e siamo ormai vicini a Bolzano: i chilometri di *collegamento* richiedono un po’ di attenzione ma la segnaletica è perfetta. Attraversare la città, anche se solo seguendo la ciclabile che costeggia il fiume è bellissimo: questo è il regno di bici e pedoni.Bolzano – Trento – VeronaQuesto tratto fa parte della Ciclopista del Sole, un itinerario cicloturistico ideato dalla FIAB che in 3000 km attraversa l’Italia. Sul paesaggio che si attraversa ho scritto giorno per giorno e vi rimando a i relativi post. Da Bolzano fino all’ascesa di Rivoli Veronese non ci sono difficoltà. La salita è impegnativa, come pure la discesa (10%), ma è corta e si può fare tranquillamente anche a piedi. Una volta in cima a Rivoli potrete decidere se proseguire per Verona, quindi scendere verso sinistra e percorrere così la ciclabile che corre a fianco del canale Biffis fino a Bussolengo, oppure a destra seguendo le indicazioni lago di Garda e continuare così sul tracciato delle Ciclopista del Sole.

Le tappe – Come ci si può regolare se non si hanno mai fatto esperienze di questo genere? Il chilometraggio giornaliero dipende da tante cose: allenamento, voglia, età, eccetera. È tutta pianura per cui anche chi non è allenato e va del suo passo riesce a compiere agevolemente 50-60km al giorno comprese le soste per riposare, mangiare, far due chiacchiere ed ammirare il panorama. Certo la sera si sentiranno un po’ le gambe, ma è tipico per chi va in bici. Io ho considerato tappe che mi impegnassero per 6-7 ore al massimo, sono allenato, mi piace pedalare come fermarmi se mi va, ed ho tenuto una media tra i 18 ed i 23 km/h, senza mai curarmene durante il viaggio. Insomma facevo come mi andava e sono arrivato a destinazione tra le 15e30 e le 17e30, con ampio margine per darsi una ripulita, visitare il paese, magari aperitivo o merenda, e poi andare a cena senza fretta.

La bici – Sulla bici ho già scritto: in breve è una bici da corsa a cui ho sostituito gli pneumatici da 25 con gli Schwalbe Durano E Folding da 28 per una maggior stabilità e controllo e robustezza. Ho montato un portapacchi posteriore Axiom Streamliner Road Deluxe con attacco per arretrare il tutto di 4cm così la scarpa rimane libera di completare la pedalata (ricordate che è una bici da corsa ed ha il carro posteriore corto). Le borse sono le polacche Crosso Classic in cordura da 46 litri; avevo anche una borsa semplice da manubrio che si è rivelata una scelta sbagliata, non per la costruzione ma per la posizione: rimossa dopo il primo giorno.

Abbigliamento – Io prediligo l’abbigliamento tecnico che oggi è davvero favoloso: leggero e confortevole mantiene sempre il corpo asciutto e caldo o fresco a seconda delle esigenze. Non ho detto profumato ma… una fontana o qualche salvietta durante le soste posso migliorare la situazione se proprio ne sentite il bisogno, altrimenti la doccia all’arrivo risolverà ogni problema. Inoltre, spalmate crema da corpo o protettiva a seconda della stagione, sulle porzioni di pelle esposte al sole: se fa caldo non vi scotterete, se invece fa un po’ più fresco, questa formerà un piccolo ma efficacissimo scudo termico. Non dimenticate il burro cacao per le labbra per proteggerle oltre che dal sole e dal vento anche dal sudore dei nostri baffetti.

Le app – spulciando in rete ho trovato OsmAnd+ costa pochi euro ma funziona anche offline, utilizza le mappe di OpenStreetMap e prevede che si viaggi anche in bicicletta (o a piedi) e fornisce indicazioni in merito. Questo significa che se c’è una ciclabile suggerisce quel percorso.

Le foto – Alla fine ho usato sempre il cellulare: la maggior parte delle foto le ho scattate mentre pedalavo mentre in alcuni casi mi fermavo apposta. Nonostante sia un fotoamatore questa si è rivelata la soluzione più comoda: il famoso punta e scatta per quasi 200 foto.

Il trasporto – Quasi tutti i treni regionali permettono il trasporto delle bici intere: fate attenzione al simbolino della bici nell’orario. Se la bici è nella sacca rientra invece nella voce bagaglio e oltre a non pagare la si può caricare sempre, a meno che il treno non sia stipato e non si riesca quasi a salire. Muoversi per le stazioni con borse e sacca bici non è per niente comodo perché l’ingombro ed il peso limitano parecchio, ma una volta saliti si fa presto a dimenticare questi disagi. Il personale ormai ha ben presente la normativa e la problematica di chi viaggia con bici al seguito, quindi chiedete loro come o dove sistemare la vostra bici. Nel tratto Bolzano – Bressanone in cui avevamo praticamente il treno tutto per noi, il controllore mi ha suggerito di infilare la sacca nello scompartimento da 6 che occupavamo solo io e lei. La parentesi in pullman si è rivelata molto pratica e comoda; ho cercato su internet ed altrettanto ovviamente flixbus offre appunto questo servizio che risulta anche abbastanza veloce a patto non si debbano effettuare dei cambi, ed economico.

scarica le 3 tracce del percorso

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